Coppie di scrittori famosi: 5 racconti di vita insieme – Giorno 2

Questo articolo fa parte di una raccolta. Se vuoi leggere anche la prima puntata segui questo link: Alberto Moravia ed Elsa Morante

2. Elizabeth Jane Howard e Kingley Amis

Diametralmente opposta invece è la coppia Howard-Amis: una coppia unita dallo stile di vita ma lontanissima sul piano lavorativo.

Con una strana coincidenza di date la loro storia inizia nel 1962. A Jane venne chiesto un aiuto nell’organizzare il Cheltenham Literary Festival, dove lei si occupò di un dibattito su sesso e letteratura. Altri organizzatori aggiunsero anche Kingsley Amis, che lei accettò dopo feroci proteste.

Kingsley arrivò con la moglie Hilly, che andò via presto, mentre lui rimase, inizialmente solo per dovere sociale, a bere con la Howard fino alle quatto del mattino. Cominciò tutto come una storia extraconiugale. Lei aveva già divorziato due volte e si era accompagnata con numerosi amanti. Lui era un adultero seriale e la moglie aveva contraccambiato a sua volta. Il matrimonio sembrava poter reggere questa ennesima relazione, così Amis decise di trascorrere tre settimane con Jane in Spagna prima di trasferirsi con la famiglia a Maiorca. Al suo ritorno però la famiglia si era trasferita senza di lui, lasciandolo in una casa vuota.

I due amanti decisero così di convivere e si sposarono tre anni dopo nel 1965.

I primi tempi del loro matrimonio furono anni di passione, allegria e condivisione, pervasi da un’aura bohémienne: la stima reciproca si spinse fino a farli scrivere piccole sezioni l’uno delle opere dell’altra e a lavorare insieme nella stessa stanza.

Martin Amis scrisse di loro:

Per molto tempo in casa c’è stata quella confidenza e liberalità spiritosa che si raduna attorno a un matrimonio vivace.

Lei, infatti, iniziò a prendersi cura dei suoi figli (iscrisse Martin all’istituto di preparazione che gli permise di entrare a Oxford, e lo spronò nella sua carriera di romanziere). Nel 1969 si trasferirono in una grande casa chiamata Lemmons vicino Barnet, nell’Hertfordshire.

Tutto lo splendore bohémien ruotava attorno a Kingsley e ben presto l’amore si trasformò in rancore. Kingsley Amis le diceva che era più importante che fosse lui in primo piano, mentre lei si occupava della casa, organizzava feste e fine settimana con gli amici.

Lavoravo molto poco con Kingsley. Semplicemente non ne avevo l’energia. Non mi sentivo affatto apprezzata, non da Kingsley: lui era sempre gentile e rispettava il mio lavoro, ma non pensava a quanto fosse difficile cucinare per otto persone e fare la spesa e i vari tragitti in auto e i conti e scrivere le lettere e scrivere. Lui si svegliava e scriveva. Poi pranzava, faceva una passeggiata o un riposino, e poi scriveva di nuovo.

Alla fine mi ero un po’ stufata, perché, curiosamente, non ho mai pensato che fosse meglio di me come scrittore – pensavo fosse uno scrittore diverso. Ma lui veniva acclamato, e guadagnava soldi e riceveva interesse a un livello che a me non arrivava mai. E io credo di essere stata abbastanza sfortunata a questo proposito.

Lui era alcolizzato e lei rischiava di diventarlo, lei non scriveva praticamente più nulla e lui scriveva romanzi amareggiati per sbarazzarsi di lei nell’immaginazione (La rinuncia di Jake e Stanley and the Women).

Lei iniziò a non leggere più le opere di suo marito e dopo 18 anni Jane andò via di casa lasciando semplicemente un bigliettino al suo avvocato.
Amis non la perdonò mai e rifiutò perfino di vederla in punto di morte.

Erano gli anni Ottonta e Jane, finalmente libera, diventò da sola una grande scrittrice e morì il 2 gennaio 2014 dopo anni sostanzialmente felici.


Se siete interessati potete approfondire la biografia della Howard in questo Pezzi d’Uomo a lei dedicato.


Se volete conoscere anche il racconto delle prossime coppie, ecco a voi il link:.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *