Coppie di scrittori famosi: 5 racconti di vita insieme – Giorno 5

Questo articolo fa parte di una raccolta. Se vuoi leggere anche le precedenti puntate segui questi link: Alberto Moravia ed Elsa Morante; Elizabeth Jane Howard e Kingsley Amis; Maj Sjöwall e Per Wahlöö; Sibilla Aleramo e Dino Campana.

5. Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre

Cercare di descrivere brevemente e in maniera imparziale il loro rapporto è molto difficile. La loro storia d’amore è stata così atipica da essere facile preda di distorsioni e fraintendimenti. Io ho conosciuto Sartre e la loro relazione attraverso le parole di lei, attraverso i suoi numerosi scritti. Sicuramente una testimonianza diretta ma di parte. Ho deciso così di ampliare le mie ricerche: ho letto di tutto, articoli che osannavano il loro amore libero, articoli che li definivano “mangiabambine”, articoli che spiegavano come lei fosse sottomessa e desiderasse una vita diversa. Per nessun’altra coppia ho trovato materiale così diverso. Dove risiede la verità? È possibile riassumere i cinquant’anni che hanno trascorso insieme, quando la loro vita è stata così fuori dal comune? Chi sono veramente Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre?

Lei proviene da un ambiente ricco e altoborghese. Suo padre, un donnaiolo socialmente ambizioso, aveva aggiunto al cognome l’aristocratico «de» e poi, vivendo da nobile affettato, aveva ridotto la famiglia in povertà: ciò le impedì, essendo priva di dote, di sposare l’adorato cugino Jacques. Inoltre il matrimonio dei suoi genitori «bastava a convincerla che la vita coniugale borghese era contro natura». Solo una laurea e l’insegnamento le promettevano l’indipendenza. E in questa nuova dimensione trova la sua vera dote: la sua intelligenza, il suo “cervello d’uomo”. E conosce Jean Paul Sartre.

Lui, ventiquattrenne, minuto, trasandato, un po’ strabico, ma grande affabulatore. I Sartre erano dei contadini in ascesa sociale, diventati ufficiali, medici e insegnanti.

I due enfants prodiges (Sartre all’età di ventiquattro, Simone ventuno) si laureano a pieni voti nel 1928: a lui va il voto migliore in assoluto, a lei il secondo. Il successo arriva presto per entrambi, per poi consolidarsi nel primo dopoguerra.

Lui le chiede di sposarlo, ma lei rifiuta e decidono nell’ottobre del 1929 di intraprendere una relazione aperta fra uguali, con franchezza assoluta sulle altre relazioni. Condivideranno così una vita piena di amanti e avventure arrivando solo due volte alla rottura del loro patto.
Lui incontra a New York Dolores Vanetti Ehrenreich, alla quale chiede di sposarlo. È un colpo per Simone che lo vive come un “tradimento” e impone a Jean Paul l’aut aut: “O lei o me!”. Sartre ancora una volta torna al suo “amore necessario”.
Lei invece si innamorata dello scrittore americano Nelson Algreen. Un amore passionale, fisico, fortissimo cui Simone, fedele fino in fondo al suo patto con Sartre a un certo punto dice addio.
Sartre si spegne nell’aprile del 1980 e Simone nell’aprile del 1986.

Il loro amore è durato tutta la vita.

Il nostro è un amore necessario, ci conviene conoscere anche degli amori contingenti.

Entrambi hanno rifiutato una vita banale, sui binari della “normalità”: convivenza, fedeltà, matrimonio, figli. Sono stati due tra i maggiori intellettuali del Novecento e con il loro pensiero hanno influenzato e formato intere generazioni. Sartre è filosofo, romanziere, drammaturgo, critico letterario e giornalista. Un pensatore molto impegnato politicamente e socialmente in tutte le battaglie progressiste del secolo. Tanto da rifiutare per motivi ideologici sia la Legion d’Onore che il premio Nobel. Simone de Beauvoir è romanziera e saggista, anch’essa molto impegnata in campo sociale e politico, schierata sul fronte del femminismo e dei diritti delle donne.

Il loro è stato anche – se non soprattutto – un matrimonio fra menti.
Lui scrive:

«Voi, mia prima lettrice, mio “censore”, mia buona consigliera, mia coscienza morale, mio occhio, mio orecchio, mio testimone, giudicatemi! Quello che scrivo non esiste finché non avrò il vostro verdetto».
«Il Castoro (il nomignolo di Simone, ndr) mi ha fatto scrivere centinaia di pagine nella mia vita, mi ha fatto riscrivere intere commedie: lei è il solo critico che abbia contato per me».

Lei:

È questo il primo dei miei libri – e probabilmente l’unico – che voi non avrete letto prima che venisse dato alle stampe.

La rottura con le convenzioni, la trasgressione, l’anticonformismo spinto al limite diventano una regola di vita, facendo diventare la propria vita un simbolo. E proprio per questo l’hanno resa difficile da decifrare.

Non si può raccontare, non si può scrivere, non si può pensare; si vive, e basta.


Letture per approfondire: La cerimonia degli addii-Conversazioni con Jean-Paul Sartre di Simone de BeauvoirLettere al Castoro e ad altre amiche (1926-1963) di Sartre.


Spero che queste breve storie vi siano state d’ispirazione e vi abbiano fatto scoprire alcuni lati nascosti di scrittori famosi. Se volete che approfondisca qualcuno di questi personaggi potete chiederlo, e spero di potervi accontentare presto.

 

Sitografia:

http://www.lastampa.it/2008/08/25/cultura/sartrede-beauvoir-le-relazioni-pericolose-V7uOUf8MPy6fEBlNpET7TJ/pagina.html

http://tulliabartolini.blogspot.it/2012/09/jean-paul-sartre-e-simone-de-beauvoir.html

http://www.teatronaturale.it/tracce/cultura/14587-l-amore-e-multiforme-e-imprevedibile.htm

http://wsimag.com/it/cultura/20149-simone-de-beauvoir-e-jean-paul-sartre

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/02/05/sartre-simone-mangiabambine.html

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