Tony & Susan

 “Il libro è finito. Susan lo ha visto assottigliarsi sotto i suoi occhi, avanti verso l’ultimo capitolo, pagina, paragrafo, parola. Non è rimasto più niente, è estinto. Ora è libera di rileggerlo o di andare a riguardarsi qualche passaggio, ma il libro è morto e non sarà mai più lo stesso. Al suo posto dallo squarcio che ha lasciato, soffia un vento di libertà. È la vita reale, che torna a ghermirla.”

Invito alla lettura: Un thriller raffinato che riflette sull’esperienza della lettura e della scrittura, sulla complessità dell’amore e del matrimonio, sul confine tra giustizia e vendetta e sull’idea di civilizzazione con tutti i suoi codici di comportamento. Nonostante alcune note stonate, le sue pagine trascinano il lettore in una sinfonia incalzante e cupa.

Se vuoi iniziare subito la lettura, puoi acquistare il libro qui: Tony & Susan

Susan Morrow è prossima ai cinquant’anni, insegnante di inglese, secondo marito medico, tre figli, una bella casa.
Tony Hastings è un professore di matematica, ha una moglie che ama, una figlia adolescente e una seconda casa nel Maine; una vita assolutamente regolare.

Nel titolo i loro nomi sono uniti da una semplice & che li pone sulle stesso piano richiamando quasi un’unione in affari. Tony e Susan però vivono in due universi distinti: Susan vive nella “realtà”, Tony nelle pagine di Animali notturni.

Susan in una giornata qualunque riceve un manoscritto dall’ex marito Edward con la richiesta di leggerlo e valutarne la narrazione. Animali notturni è il romanzo che ha cercato di scrivere, senza riuscirci, per tutta la durata del loro matrimonio. Susan una sera, mentre il marito Arnold è lontano per lavoro e la sua famiglia trascorre felicemente le vacanze di Natale, si siede sul divano e incontra Tony.
Lui è diretto nel Maine per le vacanze con la moglie Laura e la figlia Helen. Uno screzio in autostrada, un lieve incidente, una ruota forata, la necessità di fermarsi e discutere con tre loschi figuri che prima intimidiscono e poi alzano le mani. La situazione sfugge presto al controllo e, senza sapere come, Helen e Laura vengono portate via.

Durante tutta “La prima seduta” la storia di Susan sembrerebbe non servire ad altro che da commentario a quella di Tony. In effetti non c’è molto da dire su di una donna seduta sul suo divano che “legge per distrarsi dal pensiero di sé.”

I ritmi diversi dei racconti si riflettono anche nella scrittura: profonda e riflessiva l’una, veloce e incisiva l’altra.
Lentamente tutte le angosce di Tony fluiscono in Susan. Lentamente lei inizia a riflettere sul suo passato con Edward, sul loro divorzio e poi su Arnold. Sulla vita che ha deciso di abbandonare e sulle luci e le ombre della sua nuova vita.

Il guaio sono i ricordi, che tornano come i boati di un vecchio vulcano.

Capiamo che Edward attraverso il romanzo (numerosi sono i dettagli che trovano agganci con la loro passata relazione) gioca con la mente di Susan. Così come Austin Wright gioca con quella del lettore costruendo un gioco di specchi. La verità può essere scorta solo leggendo le due storie l’una attraverso il filtro dell’altra.

Mentre nelle pagine la vita di Tony va in frantumi, quella reale di Susan, le sue certezze, le sue emozioni seguono lo stesso destino.

Wright sfrutta l’attrazione e la crudezza del thriller per riflettere sul rapporto fra civiltà e violenza, fra giustizia e vendetta.

Tony risulta un personaggio difficile da amare a causa della sua incapacità ad agire, della sua compostezza, della fermezza con cui si aggrappa alle convenzioni della società nel nuovo mondo fatto di violenza in cui è stato catapultato. Nei suoi confronti passiamo anche noi come Susan continuamente dalla pietà all’esasperazione.

Pensi che sia facile diventare Tony Hastings? Ci vogliono quarant’anni. Servono una madre premurosa e un padre intellettuale, una casa di villeggiatura, le lezioni in veranda. Una sorella e un fratello per temprare il carattere e diventare sensibili all’angoscia degli altri. Anni di letture, di studi e una moglie e una figlia per ridurre il dolore a un’abitudine e forgiare un uomo.

Ma in una situazione simile noi come ci saremmo comportati? Noi abituati a vivere in un mondo pacifico, fatto di leggi e giustizia. Preferiamo leggere storie di eroi perché ci illudiamo che noi nella stessa situazione ci comporteremmo nello stesso modo. Ma ne siamo veramente convinti? Così come abbiamo bisogno di eroi che possano esserci da esempio, abbiamo bisogno di anti-eroi che ci mostrino i lati che vogliamo nascondere e che ci insegnino ad evitare giudizi affrettati.


1/17

Tony & Susan è il primo dei miei 17 che ho letto quest’anno. Se non sai di cosa parlo puoi aggiornarti leggendo l’articolo Le mie letture del 2017. Il libro ha rispettato le mie aspettative? In parte. Sicuramente ho apprezzato molto il romanzo, ma ho preferito notevolmente la sua trasposizione cinematografia. Evento devo dire abbastanza raro. Non solo perché l’estetica del regista Tom Ford è riuscita ad amplificare le atmosfere del romanzo, ma soprattutto perché ho trovato che alcuni dei cambiamenti apportati alla sceneggiatura abbiano donato sfumature molto interessanti all’opera originale.


Focus: Animali Notturni – Libro Vs Film. Fight!

Animali Notturni è un film elegante, straziante. Un film che fin dalla prima scena – che pur non ho gradito – impedisce di distogliere lo sguardo. La qualità visiva e la fotografia sono eccezionali. Se Wright gioca con diversi stili di scrittura, Tom Ford gioca con i colori: colori freddi, grigio, bianco, nero per le scene di Susan; colori terrosi, sporchi per le scene di Tony ambientate in Texas. Unico legame: il colore rosso, filo conduttore di tutte le scene drammatiche.

Anche la colonna sonora gioca un ruolo molto importante. Le musiche trasudano ansia, malessere, inquietudine. Dilatano queste emozioni e non permettono allo spettatore di abbandonarle mai. Difficile da dimenticare il battito del cuore di Tony mentre muore: battito che in quel momento sembra diventare il tuo.

È un film che ha saputo valorizzare a pieno l’opera originale e che da essa ha tratto i suoi punti di forza. La narrazione della notte in cui la vita di Tony va in frantumi è, sia nel film che nel romanzo, perfetta.
Ti accorgi che la situazione sta inevitabilmente precipitando, eppure speri sempre che non accada nulla fino alla fine. Forse non è speranza, ma solo paura e voglia di non vedere.

Susan è sconvolta. Hanno rapito la famiglia di Tony mentre lei assisteva impotente, prevedendo ogni cosa. Ha un moto di ribellione: avrebbe dovuto cercare di impedirlo.

Fra le due opere preferisco però la trasposizione cinematografica.

È innegabile che si sia persa tutta la riflessione sulla scrittura e sulla lettura: non è un romanzo che riflette su se stesso. Si sono anche perse, per fortuna, tutte le descrizioni degli atti sessuali, che ho trovato molto fastidiose per il lessico scelto, che stride con lo stile impiegato.

Ho scelto l’opera derivata perché Tom Ford ha trasformato il raffinato gioco di specchi di Wright in un gioco di simmetrie. Ha esplicitato e reso ancora più evidenti le similitudini fra la “realtà” e la finzione. E la scelta di inserire un aborto ha giustificato ulteriormente l’acredine che Edward ha riversato nelle sue pagine.

Il film diventa così l’analisi e la metabolizzazione di un dolore, la storia di un distacco. Edward mette Susan di fronte alle conseguenze delle sue scelte.

Attraverso un gioco di rimandi, la violenza fisica che Tony subisce richiama tutta la violenza psicologica che ha subito Edward.

Susan all’interno delle pagine del romanzo non trova il suo corrispettivo in Laura, ma in Ray. È stata infatti Susan con il suo tradimento a strappare ad Edward la moglie e la figlia. Susan “uccide” la famiglia di Edward così come Ray uccide quella di Tony.

Tom Ford trasforma quindi il romanzo in un nuovo dramma borghese.

Susan sposa Edward perché insegue un’ideale di gioventù: due cuori e una capanna. Per poi realizzare che non è quello che può renderla felice e lo abbandona.

Tutte le figlie diventano le loro madri.

Neanche una vita nell’alta società con il suo secondo marito può soddisfarla.

Non si rende conto che il motivo della sua infelicità risiede dentro di lei e non va ricercato nei suoi mariti. Lei non riesce ad amare e a essere felice perché non si ama e non ha la capacità di accettare quello che vuole realmente. È prigioniera della sua insoddisfazione.

È un film che evidenzia la furia distruttrice dell’amore.

Nessuno può cavarsela dopo quello che avete fatto. Nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *