Segreti, bugie e cioccolato: 10 regole da seguire per scrivere un romanzo rosa

℘ Regola n°1: la scrittura

Ogni buon romanzo rosa deve partire da una scrittura semplice, scorrevole che possa far immergere totalmente il lettore nella storia, la prosa deve diventare trasparente. Non per questo deve essere banale o rischiare di cadere in inutili ripetizioni. Per questo motivo la prima regola è quella di abbondare con sinonimi e termini inusuali.

Il verbo “dire” è abusato e impersonale: si abbondi di “gracchiai, squittii e pigolai”; così come il termine mangiare o masticare: molto più interessante “ruminare”.

[…] che non includesse guanti in latex e catene zincate

E poi ti sto lisciando per bene, così prima o poi mi sposerai

Era come nuotare in una scodella […]

In tasca avevo la bellissima illustrazione (in realtà si tratta di un disegno a matita) di Joe

Sentivo la tensione sfrigolare tra di noi

[…] ed eccomi qui a succhiare questi bastoncini mortiferi (fumare una sigaretta)

conditi con croccanti granelli di pepe nero

℘Regola n°2: utilizzare moltissime metafore e similitudini

Riagganciandomi al punto precedente, la scrittura non deve essere troppo invasiva ma allo stesso tempo deve aiutare a creare il giusto immaginario e la giusta atmosfera. Deve mettere in risalto con esattezza quali sono le emozioni che prova la protagonista.

Non è necessario ricreare un immaginario coerente, l’importante in questo caso è abbondare e stupire.

era Ethan, il mio ex, il vecchio Amore Della Mia Vita, il ragazzo che mi aveva aperto il cuore in due, come se fosse stato un fagiolino.

Lasciai le parole in sospeso. Sembravano pesare troppo tra di noi, come dei vestiti fradici stesi su un filo della biancheria.

(Il sesso) […] era come nuotare in una scodella di cioccolato fuso e trovare, sul fondo, un arcobaleno liquido. (Questa purtroppo non sono riuscita ancora a capirla del tutto, mi sfuggono alcune sfumature)

qualcosa di indecifrabile, minuscolo e friabile, come un sassolino in una scarpa.

Erano così bianchi da sembrare blu.

Mi svegliai con nella testa quello che sembrava un trattore che arava ettari di pensieri fangosi.

avesse trovato il mio punto debole e ci stesse saltando sopra con un trampolo a molla

gettò la testa all’indietro e rise, producendo lo stesso rumore di una scatola di fuochi d’artificio che esplode

mentre io mi aggrappavo a lei come una graffetta.

così il disaccordo tra di noi fermentava come frutta in decomposizione

che mi guardavano con i loro occhi sporgenti simili a tante piccole cipolle sbucciate

Mi parlava dei suoi progetti per diventare caporedattore, mentre io mi limitavo a ondeggiare come una medusa.

Avevo letto quel biglietto più volte di quante copie di Harry Potter fossero state vendute.

℘Regola n°3: caratterizzazione dei personaggi

Se si vuole scrivere un romanzo di successo che possa essere ricordato a lungo, la caratterizzazione e la descrizione dei personaggi sono fondamentali e bisogna prestare loro il giusto tempo e il giusto spazio. Mettendo momentaneamente da parte la protagonista, che esamineremo in un punto successivo, vorrei esaminare i suo coprotagonisti, ovvero i ragazzi che cercano di conquistare il suo cuore: mai renderli troppo generici o stereotipati.

Ethan: alto, fisico scolpito, capelli scuri, occhi cerulei impenetrabili, le labbra rosse e la mascella perfetta.

Joe: biondo, magro, alto un metro e novanta; era molto geek chic, con occhiali dalla montatura scura.

So che in un primo momento potrebbero sembrare identici a moltissimi altri protagonisti di romanzi rosa, ma la differenza è sostanziale.

℘Regola n°4: la protagonista

L’immedesimazione è alla base di un buon romanzo rosa. Per poter sentire le farfalle nello stomaco e il cuore balzare in petto, i lettori devono potersi immedesimare nella protagonista. Devono poter provare i suoi stessi sentimenti.
E in questo romanzo Amy Bratley crea Eve.

Non facevo la vittima. Ero coraggiosa, onesta e sincera con me stessa, per quanto fosse tutto così insostenibile.

Una perfetta fidanzata: quando il suo ex ritorna nella sua vita, mente al suo fidanzato per non farlo soffrire e non gli confessa di aver baciato un altro per evitare che possa fraintendere.

Una perfetta amica: chiede conforto e consigli a chiunque, salvo poi non accettare il consiglio e rinfacciare aspetti della loro vita non molto rosei. Quando le sue amiche cercano in lei una confidente, lei non ascolta e continua a pensare ai propri drammi.

Mi parlò dei retroscena della politica del negozio e, dopo un po’, nonostante fossi concentrata su quello che mi stava dicendo e la sentissi chiaramente, un’altra voce nella mia testa si sovrappose alla sua, urlandomi allarmata che Ethan era il padre di Benji […]

Una persona generosa: tutti si prodigano per darle una mano nell’aprire la caffetteria ma lei non ringrazia nessuno perché tutto le è dovuto.

Andrew potrebbe sganciare i soldi per avviare l’attività, dopotutto è abbastanza ricco.

Una grande lavoratrice:

Nonostante mi fossi ripromessa di lavorare più che potevo alla caffetteria durante la settimana, andavo a letto sempre tardi e mi alzavo intontita e incapace di fare granché.

Ci sarei rimasta davvero male se non fossi riuscita ad avviarla, e non avevo fatto quasi nulla quella settimana. Mi ripromisi mentalmente che ce l’avrei fatta, a tutti i costi.

Mormorai sottovoce i piani che avevo in mente per la caffetteria. Tutta una serie di cifre iniziarono a scorrermi davanti agli occhi, facendomi venire mal di testa.

Mentre se volevo aprire quel posto in tempo per la data che mi ero prefissata, avrei dovuto lavorare come una pazza. Ma non me ne fregava neanche più tanto, pensai.

Come non restare affascinati da Eve.

℘Regola n°5: la gestualità

Non sempre i nostri protagonisti potranno esternare le loro emozioni attraverso le parole, ma potranno esprimersi attraverso una gestualità varia descritta in maniera sottile. Che possa far intuire al lettore più attento i loro veri pensieri.

Scossi la testa, mordendomi il labbro e contraendo le dita dei piedi

Mi mordicchiai l’interno della guancia augurandomi che non fosse così

Deglutii e mi morsi il labbro inferiore così forte da sentire il sapore del sangue

Mi morsi le labbra.

Iniziò a mordicchiarsi il pollice.

Non facevo altro che scolare vino e mordermi l’interno della guancia. (Una sintesi perfetta del personaggio di Eve)

Aprii la bocca, poi la richiusi e ripresi a mordermi il labbro inferiore

Ne sollevò una, si coprì la bocca e cominciò a mordersi un dito, rosicchiando la nocca

Mi mordicchiai la guancia, odiavo quel pensiero

Mi morsi il labbro avvertendo il sapore salato della lacrime che mi rigavano le guance

Si mordicchiò l’unghia del pollice, poi mi guardò, con un’espressione fredda

℘Regola n°6: la coerenza degli eventi

Un principio drammaturgico fondamentale della narrazione è quello che viene chiamato “pistola di Chechov”:

Se in un romanzo compare una pistola, bisogna che spari.

Nella narrazione contemporanea si tratta di un principio del tutto sorpassato. Non importa se per prendere un cellulare appena posato sul comodino, la protagonista debba alzarsi dal letto e sgambettare. Non importa se i libri iniziati e mai finiti sempre sul comodino, si trasformino in libri di cucina. Non importa che per Eve il Saturday Supper Club sia un favore da fare a malincuore al proprio ragazzo e un sogno a cui non poter rinunciare. L’importante è spingere il lettore a porsi sempre domande, a rileggere un paragrafo in cerca di un collegamento che ovviamente non esiste.

Ero di malumore, poiché avevo accettato controvoglia, e con un preavviso di sole ventiquattro ore di preparare una cena di tre portate per gente che non avevo mai visto prima.

Però, se non ci vado, potrei rovinare tutto e non ottenere i soldi per questo posto, che è il motivo invece per cui dovrei andarci, davvero…

℘Regola n°7: la documentazione

Documentarsi è fondamentale anche se si ha intenzione di far muovere i personaggi nella nostra epoca. Se la protagonista è un’appassionata di cucina bisogna inserire dettagli e menù particolari e non fermarsi ad inserire la parola cioccolato nel titolo, un accenno a fantomatici libri di cucina, DVD “Cucinare con Keith Floyd” e una semplice ricetta di una torta al cioccolato alla fine del romanzo.

℘Regola n°8: i vestiti

Particolare attenzione va posta anche alla descrizione dei vestiti. Ogni qual volta un personaggio entra in scena, bisogna accompagnarlo con un’accurata descrizione di ciò che indossa. Un identikit dettagliato da fornire alla polizia in caso di fuga o smarrimento.

℘Regola n°9: product placement

La vita dello scrittore è difficile, farsi pubblicare in questo mercato dell’editoria così saturo è molto difficile, quindi trovarsi degli sponsor che possano aiutare nella fase iniziale della carriera è essenziale. Sicuramente un product placement mirato non appesantirà la narrazione.

Ecco, ad esempio, i marchi citati:

℘Regola n°10: la dichiarazione d’amore

Questa regola e la citazione che segue non hanno bisogno di spiegazioni.

Mi erano bastate per capire all’istante che eravamo fatti per stare insieme, come lo yin e lo yang, il sale e il pepe, l’anemone di mare e il pesce pagliaccio.

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