Pregiudizio: Guida galattica per autostoppisti

Per me, figlia degli anni Novanta, tutto ciò che precedeva la mia nascita era da considerarsi vecchio e sorpassato.

Guida galattica mi richiamava subito un immaginario di alieni verdi con le antenne e rapimenti spaziali a discapito di cittadini statunitensi; ma la ciliegina sulla torta era sicuramente la parola autostoppisti richiamo immediato ad uno stile di vita molto lontano da me.

Io – tra l’altro amante di una fantascienza più classica, in qualche modo più realistica – ogni volta che sentivo nominare questa saga storcevo il naso e dimenticavo presto ogni tentativo di persuasione.

A nulla valeva l’entusiasmo che percepivo da tutti coloro che l’avevano letto, l’esistenza di un film, le tante citazioni – che io non riuscivo a cogliere – sparse ovunque.

Finché il 25 maggio dell’anno scorso una piccola libreria della mia città organizza il Towel Day. Sconti per chi si presentasse con un asciugamano (che cosa strana), letture di poesia Vogon (???) e letture ad improbabilità infinita (sempre più incomprensibile).

Ovviamente non sono andata, però aveva stuzzicato la mia curiosità, così quando mi sono ritrovata a spulciare i titoli tra gli scaffali della biblioteca e ho visto una piccola copia un po’ malandata ho deciso che fosse il momento di tentare una sua lettura. Tanto era gratis e volendo avrei potuto rimetterlo nello scaffale e portare a casa con me un altro volume.

Mi sono accomodata – ancora molto scettica – su di una poltroncina vista parco e…

Lontano, nei dimenticati spazi non segnati nelle carte geografiche dell’estremo limite della Spirale Ovest della Galassia, c’è un piccolo e insignificante sole giallo…

Non sono riuscita a fermarmi, a staccarmi dalle sue pagine.

Al momento della distruzione del pianeta Terra ero stata completamente rapita dalla scrittura geniale di DNA. Inutile dire che il libro preso in prestito quella sera fu proprio Guida Galattica per autostoppisti.

La sua lettura completa si è conclusa nei due giorni successivi, seguita immediatamente da un lettura più lenta e attenta ad ogni singolo dettaglio nella settimana successiva. Lettura quest’ultima inframmezzata dalla rilettura di alcuni paragrafi al mio fidanzato nel tentativo di ritrovare anche in lui il mio stesso entusiasmo.

Douglas Adams si contraddistingueva dagli altri autori di fantascienza suoi contemporanei per uno stile di scrittura scorrevole e accattivante, dalla vena comica che rendeva più affilata la critica ad aspetti della nostra società.

Quello che mi ha maggiormente affascinata, però, è stata la cura con cui tutti i dettagli – anche quelli apparentemente più insignificanti, come due topolini da compagnia – trovano un loro posto fondamentale nella trama: nulla è accessorio.

Solo successivamente ho scoperto che il dinamismo e la chiarezza della prosa trovavano le proprie radici nella vera origine della storia: nella sua primissima apparizione, la Guida era, infatti, uno sceneggiato radiofonico, trasmesso dalla BBC a puntate a partire dal 1978. La serie originale comprendeva sette episodi e altri cinque vennero trasmessi nel 1980 prima che la trasmissione chiudesse e il libro assumesse vita propria.

La Guida è da consideri un capolavoro anche solo per quanta influenza abbia sparso ovunque, molta anche fuori dall’ambito letterario.

Due esempi:

⇒ Nel 2001 l’asteroide 18610, scoperto nel 1988, è stato ribattezzato Arthurdent, in onore di Arthur Dent, il protagonista della Guida appunto.

⇓ L’11 marzo 2013, in occasione dell’anniversario delle nascita di DNA, Google gli ha dedicato un Doodle, Se siete curiosi potete vederlo qui.

Da buon scrittore di fantascienza è riuscito anche a prevedere l’avvento di una tecnologia moderna: gli e-reader e gli ebook. La guida presente all’interno del romanzo non è altro che un libro elettronico costantemente aggiornabile. Inoltre nel 1993 Adams aveva registrato un pezzo audio in cui tracciava l’evoluzione dalla preistoria ad oggi, descrivendo appunto anche l’avvento degli ebook. Vi lascio il video – in lingua originale – per chiunque fosse interessato.

Per me La Guida funge da memento affinché in futuro non giudichi più un libro dalla sola copertina, ma continui a sperimentare per leggere, per conoscere il più possibile – soprattutto se si ha a disposizione una biblioteca – e per allargare la propria comfort zone.
Ciò non significa che facendo così troverò solo libri belli, ma dieci letture brutte valgono una perla come questa.

Quindi quest’anno posso festeggiare anche io il Towel Day, ad iniziare sicuramente da una rilettura ascoltando Journey to the Sorcerer degli Eagles.

Se sono stata poco chiara per qualsiasi domanda ricordate Don’t Panic 42!


Se non vuoi indugiare come me, commettendo il mio stesso errore, puoi comprare il libro qui: Guida galattica per gli autostoppisti.

Se invece vuoi leggere il mio articolo su Ristorante al termine dell’universo – il secondo volume di questa trilogia in cinque parti – ecco a te il link.

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