Accettazione

“Quando nascevano le domande quello che era certo diventava incerto. Le domande aprivano la strada al dubbio.”

Dovute premesse: Accettazione è il terzo libro della trilogia dell’Area X. Se volete leggere le mie opinioni sui due capitoli precedenti trovate le recensioni qui: AnnientamentoAutorità.

Invito alla lettura: scrivere un invito alla lettura per il volume conclusivo di una saga mi suona ridondante. Se siete arrivati fin qui avete già letto i primi volumi: correte a comprare il terzo. Vi anticipo solo che tra le voci narranti ci sono Saul Evans, la biologa e la direttrice.

Se vuoi iniziare subito la lettura, poi acquistare il libro qui: Accettazione. Trilogia dell’Area X: 3

Pronti ad immergervi nuovamente nell’Area X e a rimanerne intrappolati nel bel mezzo di un inverno caldo?

In Accettazione tutti i personaggi che abbiamo incontrato si trovano di nuovo catapultati nel caos dell’Area X.
Jeff VanderMeer in questo terzo volume sovverte nuovamente schema e registro narrativo. Si assiste alla moltiplicazione dei punti di vista: attraverso Saul assistiamo a cosa accadde in quel fatidico giorno in cui tutto ebbe inizio; la direttrice ci racconta la sua vita, in particolare il suo lavoro all’interno della Southern Reach; attraverso Uccello Fantasma e Controllo possiamo osservare da più vicino l’attuale situazione dell’Area X.

Come si sarà intuito oltre a proporci una storia attraverso lo sguardo di più narratori – ognuno caratterizzato da un diverso stile lessicale -, la narrazione non procede linearmente ma attraverso la sovrapposizione dei diversi piani temporali. In un continuo gioco che imprigiona il lettore e non gli permette di abbandonare il libro. Questo lo rende estremamente dinamico.

Se da un volume conclusivo ci si aspetta la risoluzione di ogni mistero, la risposta a tutte le domane sollevate, qui ogni aspettativa viene delusa. Ma da VanderMeer non c’era da aspettarsi nulla di diverso. Seppure ci siano molti indizi, rimane tutto elusivo e misterioso. In fondo per l’autore quello che conta è porsi le giuste domande.

Non permettere che ti facciano domande. Gli stai dando le risposte, anche se non lo sanno.

– Io non sono una risposta, – disse Uccello Fantasma. – Ma una domanda.

Gli indizi più importanti forse si trovano proprio nei tre titoli scelti: gli esseri umani a causa delle loro colpe devono essere annientati, a nulla è servita l’autorità dell’uomo per imporsi sulla Natura, l’unica conclusione possibile è l’accettazione. Non a caso il volume si conclude quando tutti i personaggi – ognuno con modalità diverse a seconda del proprio carattere – accettano l’Area X.

Lo stato psicologico dei personaggi è sempre centrale.

Tornano anche gli stessi temi, anche se la lotta fra uomo e Natura qui viene estremizzata. Se da un lato l’uomo è responsabile per ciò che è accaduto, dall’altro ormai è impotente di fronte a questa nuova Forza. La lotta è finita.

Hai la profonda sensazione che siano in conflitto da molto più di trent’anni: da secoli si combattono in segreto. La Centrale è il vuoto supremo che si oppone all’Area X, impersonale, asettica, labirintica e inconoscibile.

L’uomo è colpevole sia di aver distrutto l’ecosistema in cui è nato e vive

Gli oceani erano cimiteri d’immondizia, di tutte le sostanze inquinanti scatenate contro la natura
[…] da una ventina d’anni la costa dimenticata pativa le norme troppo permissive in materia di eliminazione dei rifiuti biologici, all’interno di un’area priva di giurisdizione.

sia di aver innescato la mutazione

Suzanne pensa che il catalizzatore sia qualcosa che hanno portato loro.

Nonostante questo l’uomo ora è completamente impotente. La Natura ha acquisito una coscienza propria, una propria volontà.

Anche lì i cardi viola crescevano in abbondanza e non potevi fare a meno di pensare che fossero spie dell’Area X.

L’uomo non può fare altro che essere inglobato da questa Natura sempre più bella.

– Ma lo sappiamo già, – disse Controllo. – Vuole ucciderci, trasformarci, disfarsi di noi.

Si sentiva un odore intenso di rigenerazione, di fiori dolci ed erba fresca in estate, con un fondo pungente di animali che marcavano il territorio.

Personalmente avrei preferito che tutti questi cambiamenti nascessero direttamente sulla Terra, che fossero una diretta evoluzione del nostro ecosistema e non frutto di un cunicolo spazio-temporale.

Nel complesso un’opera non perfetta, ma molto interessante.

In alto, le cicogne continuavano con le loro evoluzioni, intrecciando una danza aerea complessa e sincronizzata, più bella di qualunque immagine mai concepita dalla mente umana.


FOCUS: Cartoline dall’Area X

Il Focus conclusivo su questa trilogia arriverà ad Agosto all’interno del progetto “Cartoline da luoghi di carta”.
Potete restare aggiornati tramite il mio account Instagram.

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