Lettera alle case editrici

So che Il buio oltre la siepe è a tutti gli effetti un classico moderno; so che l’omonimo film uscito nel 1962 ha vinto tre Oscar; eppure io l’ho scoperto e preso in considerazione solo un anno fa durante una conversazione casuale con alcuni amici.

Come mia abitudine prima di iniziarlo ho letto la quarta di copertina e mi è subito venuta voglia di
scrivere una petizione da inviare a tutte le case editrici.

Per ringraziarle per le loro splendide edizioni? No, per cambiare le quarte di copertina di tutti quei romanzi che loro considerano “classici”. La mia critica potrebbe apparire fuori luogo, ma lasciate che in questo breve sfogo io mi possa rivolgere direttamente a loro:

Care case editrici,

so che per voi che vivete e respirate nel mondo dei libri considerate ogni libro uscito da 50 anni un’opera conosciuta, spesso nei minimi dettagli. Ma il mondo dei libri è vastissimo: non tutti possiamo essere a conoscenza delle stesse opere. Soprattutto se si è giovani.

Per questo motivo credo che bisognerebbe porre maggior attenzione nel preservare i finali. So che anche avendo letto il finale de Il buio oltre la siepe nella quarta di copertina la mia esperienza e il mio apprezzamento non ne sono stati inficiati. Ma è altrettanto innegabile che non conoscendolo avrei vissuto tutta la lettura diversamente.

Quanto dev’essere stato bello leggere per la prima volta Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hide, oppure seguire l’indagine per scoprire l’assassino di sir Charles insieme a Sherlock Holmes, senza conoscerne alcun dettaglio? Quanto avremmo trepidato per la sorte di Anna Karenina o Emma Bovary senza già conoscerne la tragica fine?

La quarta di copertina ha lo scopo di accattivare il lettore, invogliarlo all’acquisto del libro: e quale modo migliore se non lasciando un po’ di mistero?

Rimandando gli approfondimenti e i dettagli alle utilissime postfazioni.

Senza diventare inquisitori degli spoiler, sono convinta che la prima lettura di un grande libro sia un evento importante e che debba essere scevra da ogni preconcetto.
Perché la lettura è prima di tutto emozione e poi studio.

Cordiali saluti,
PezzidiCarta

Ora che mi sono sfogata, sono tornata tranquilla. E voi cosa ne pensate? Come vi approcciate alla lettura di un classico?

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